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Grazia Deledda “racconta” Nuoro.

Grazia Deledda “racconta” Nuoro.

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Nuoro, questa piccola città del forte e roccioso Logudoro, uno dei quattro giudicati in cui il re Gialeto divise la Sardegna, dopo l’insurrezione dei sardi contro la dominazione bizantina, e la cacciata dei greci da Cagliari, ora semplice capoluogo di circondario dopo esserlo stato di provincia, è senza dubbio la più caratteristica delle città sarde. 

E’ il cuore della Sardegna, è la sardegna stessa con tutte le sue manifestazioni. E’ il campo aperto dove la civiltà incipiente combatte una lotta silenziosa con la strana barbarie sarda, così esgerata oltremare. 

Nuoro è chiamata scherzosamente, dai giovani artisti sardi, l’Atene della Sardegna. Infatti, relativamente, è il paese più colto e battagliero dell’isola. abbiamo artisti e poeti, scrittori ed eruditi, giovani forti e gentili,taluni dei quali fanno onore alla Sardegna e sono avviati verso una relativa celebrità. 

…il popolo, sempre fiero e ardente nella sua povertà, è sempre lo stesso. costumi e usi, tradizioni e passioni, dialetto e aspirazioni son sempre le stesse; miscuglio bizzarro di reminiscenze dei popoli dominatori,amalgamte alle tradizioni e agli usi nati spontaneamente tra indigeni. 

Una leggera sfumatura di progresso, che è sempre il segno del tempo e che dice pochissimo, ha modificato qualche rito, e le vesti. Ma il lutto e la gioia, le credenze e la religione, i pregiudizi e le passioni, sono sempre le stesse. 

                                                                Grazia Deledda 

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